Penisola di Dingle: nido di artisti
Ecco che domanda abbiamo posto alla scrittrice Felicity Hayes-McCoy: cos’ha la penisola di Dingle di tanto speciale da attirare così tanta gente creativa? Da oltre un secolo questi luoghi sono una vera e propria calamita per scrittori, pittori, poeti e artigiani. E questi sono solo quelli che vengono da fuori, da millenni la gente del luogo èun misto d’artisti ed artigiani.
Ecco cosa ci ha raccontato:
Ho a disposizione solo circa cinquecento parole ma seguimi perché ho bisogno di iniziare dal principio. In Irlandese il nome della penisola è Corca Dhuibhne che si pronuncia una cosa del tipo Curk-uh-gui-nuh e vuol dire ‘il territorio della gente della dea Danú’. La gente di Danú faceva parte dei Celti dell’Età del ferro giunti in Irlanda dall’Europa continentale e dalla Bretagna, probabilmente allontanati dall’avanzamento del’Impero Romano. Era un popolo ingegnoso e creativo che stimava poeti e artigiani al pari dei sovrani. Amavano i dettagli, i motvi ripetuti, i contrasti dinamici e i punti di svolta inaspettati e si entusiasmavano nel dar forma alle parole intrecciandole assieme per creare musica dal linguaggio figurato.
Ancor oggi riecheggia viva quest’antica eredità culturale nelle storie e le canzoni che si possono ascoltare nei pub nell’ovest di Dingle. Agli inizi del ventesimo secolo ha ispirato scrittori quali Robin Flower, poeta e accademico inglese, autore del libro The Western Island (letteralmente L’isola occidentale) sulla vita nelle isole Blasket al largo della penisola che rappresenta uno splendido modo di entrare nello spirito di questa area. Intriso della stessa influenza è il ricco patrimonio di libri, poesie ed opere creati ad arte qui sin da allora da altri artisti venuti da fuori.
Credo abbia a che vedere con il colore e la luce. Gli artigiani e le artigiane celtici amavano il colore, decoravano bronzo e oro con smalto rosso e combinavano l’argento con perline di cristallo e osso levigato. L’oro veniva piegato e martellato per riflettere la luce e i dischi di vetro e pietre preziose avevano i bordi decorati con rame intrecciato. Proprio qui nell’aria pura di Corca Dhuibhne puoi vedere cosa li ha ispirati. Questo posto è ancora pieno di uomini e donne dediti all’artigianato e sia che si tratti di costruttori, scalpellini, tessitori, ceramisti o pittori, tutti sentono l’influsso dei vividi colori del paesaggio e i giochi di luce che cambiano senza sosta sul vasto oceano che li circonda.
Fai un salto da Tigh Áine a Ballyferriter e vedrai che intendo. Áine è una pittrice che dipinge paesaggi di terra e mare osservati in modo straordinario in mostra e in vendita nel suo café-ristorante dalla magnifica vista sull’Atlantico. Mettiti a parlare con lei e scoprirai che è anche una tessitrice, la vedova di uno scrittore ecezionale i cui libri sono anche in vendita nel suo café e una donna con tante storie da raccontare su questi luoghi. (Prova a chiederle della pietra che se ne sta in piedi nel bel mezzo del suo campo che non deve essere assolutamente spostata perché è il punto di incontro delle fate provenienti dalle due parrocchie adiacenti).
O fai una visita al laboratorio di ceramica di Louis Mulcahy a Cloghar o al negozio di tessuti di Lisbeth Mulcahy nella città di Dingle. Vai ad ammirare i dipinti carichi di forza di Carol Cronin o a scoprire le magnifiche opere d’arte astratta di Maria Simonds-Gooding estratte come un distillato dalle immagini evocate dai motivi e dai confini dei campi della penisola. Tutti come Áine e tanti altri sono stati portati ad interpretare e condividere i propri stati d’animo di fronte a questi posti splendidi dove vivendo e lavorando hanno trovato la loro ispirazione. Per quel che mi riguarda, la bellezza di Corca Dhuibhne, la sua lingua e cultura hanno ispirato il mio lavoro come scrittrice. Sono venuta qui per la prima volta da Dublino quando avevo diciassette anni in gita scolastica per imparare l’Irlandese.
Dal momento in cui ho attraversato la montagna di Dingle mi sono innamorata della bellezza di questi luoghi, del calore della gente e di un nuovo modo di vedere la vita che sentivo essere più profondo, più ricco e saggio di quanto avessi mai conosciuto prima. Mi sono spesso trovata a riflettere sui contrasti e le affinità tra questo luogo e l’interno di Londra dove ho costruito la mia carriera. Ci sono voluti anni perché io e mio marito ci decidessimo a vivere e lavorare in entrambi questi posti e provare davvero l’esperienza di vita legata a queste differenze dinamiche. Il mio nuovo libro The House on an Irish Hillside (letteralmente La casa sul fianco di una collina irlandese) esplora come si è arrivati a questa decisione e come vivere e lavorare in una casa di pietra da queste parti abbia cambiato cosìprofondamente la mia vita.
Ed è tutto per il corso a Dingle suppongo.
Oggi viene pubblicata la nuova biografia di Felicity sulla sua decisione di stabilirsi a Dingle. Se muori dalla voglia di avere ancora ispirazione su Dingle allora dai uno sguardo a questo video che Felicity ha fatto basandosi sul suo libro o fai due chiacchiere con lei su Facebook.




